martedì 8 novembre 2011
venerdì 4 novembre 2011
giovedì 20 ottobre 2011
mercoledì 19 ottobre 2011
FESSION BLOGGERS: OVVERO I MACARONS SARANNO ANCHE STILOSI MA NON SONO CIBO VERO
Pubblicato da
Paceca
alle
11:45
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the blonde salad
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La parola dei lettori: Elena Ros
Fashion blogger: con l'avvento della fotografia digitale purtroppo o per fortuna chiunque può fregiarsi di questa "qualifica". (Sic!)
Purtroppo perché siamo costretti a vedere in continuazione casi umani socialmente preoccupanti ostentare "autfits"decisamente discutibili, (senza considerare l'estetica quasi sempre mancante); per fortuna perché questi ridicoli personaggi ci fanno almeno sorridere quando non addirittura scompisciare dalle risate.
Mentecatte scellerate che si fanno fotografare abbigliate in modo improbabile in mezzo a lande desolate e campi di grano (o balle di fieno), specie di eunuchi minorenni (pardon,metrosexuals), inguainati in jeans di due taglie più piccoli del normale a forte rischio sterilità e truccati tipo il cantante dei tokyo hotel. Ragazzine impuberi e senza forme che si autodefiniscono "rebel" abbigliate in stile punk/emo/dark con giacche dalle spalline puntute ed enormi (roba che chi le metteva nei magnifici anni 80 ancora se ne vergogna), occhi bistrati e spalancati stile bambi, leggings (i cari vecchi fuseaux ora tornati alla ribalta) effetto pelle e scarpe che strizzano l'occhio al fetish più puro.
BASTA!
Non se ne può davvero più!
Anche perché non è finita qui, questi lesionati doc oltre a non avere il benché minimo buon gusto sono anche analfabeti.
Passi il non saper scrivere in inglese corretto (ci sono delle perle di ignoranza da far impallidire sia il giornalista Severgnini,cultore dell'idioma britannico, che Geronimo Stilton il topo ingiacchettato), ma questi fenomeni da baraccone non conoscono nemmeno la lingua italiana e ci "deliziano"con orrori ortografici (qui siamo ben oltre la soglia del semplice errore), un uso sconsiderato della punteggiatura e coniugazioni verbali da far spavento.
Purtroppo non posso fare nomi né pubblicare i links dei loro blogs (un po’ ne soffro, perorerebbe meglio questa causa) ed è un vero peccato perché ci sarebbe davvero da divertirsi, ho appena finito di farmi un giro su una simpatica paginetta di facebook dedicata ai sedicenti fashion bloggers e sto ancora ridendo.
O meglio rido per non piangere, perché se è vero che i fession bloggers sono degli sfigati al cubo purtroppo mi tocca dire altrettanto dei loro followers che li venerano incrementando così il loro ego già smisurato.
Ora quello che dobbiamo chiederci è il perché abbiano così successo e siano così seguiti...facciamo pure un bel mea culpa, la nostra società sta andando allo sbando, le papi-girls impazzano, Nicole Minetti viene paparazzata ovunque, il senso del pudore non esiste più e questo è uno dei risultati.
Contiamo insieme le parole inglesi che mi è toccato inserire in questo thread (hehe..): sono tante, troppe, "fashion bloggers", "outfit", "metrosexuals", "rebel"...decisamente la situazione ci sta sfuggendo di mano...non sarebbe forse il caso di cominciare a chiamare le cose con il loro nome italiano? Tipo "fashion blogger", "colui/colei che ha un noiosissimo diario in rete su cui (s)parla di moda e degli ancor più noiosi affari suoi", ha un appeal talmente poco esotico che nessuno li nominerebbe più.
Meno fashion e più alfabetizzazione per favore. Vale anche (e sopratutto) per te cara "insalata bionda".martedì 18 ottobre 2011
Coglioni gonfi
La simpatica espressione "averne pieni i coglioni" raggiunge un nuovo livello di verità.
Wesley Warren Jr, affabile negretto di Las Vegas, dal 2008 ha i coglioni gonfi. Lo sventurato 47 enne una mattina si è svegliato con un dolore lancinante in tutto il corpo il cui epicentro era situato nel suo scroto. Da quel giorno la sacca scrotale di Wesley si è gonfiata fino a raggiungere dimensioni agghiaccianti e il considerevole peso di oltre 45 chilogrammi (100 pounds).
Solo un intervento chirurgico potrebbe salvare lo scroto e il pene di Wesley ma l'assicurazione sanitaria non copre le spese. Attualmente è in atto una colletta per raccogliere la considerevole cifra di un milione di dollari, necessaria a pagare l'intervento.
Buona fortuna Wesley. Toccati le palle.
lunedì 17 ottobre 2011
Mark Zuckerberg e Sean Parker si insultano ubriachi.
Il fondatore di Napster, Sean Parker, con alcuni amici, durante una serata di quelle che piacciono anche a me, aveva lasciato 5000$ di mancia ad una cameriera del The Beverly, locale di West Hollywood. Neanche a dirlo uno degli amici era Mark Zuckerberg, il fotogenico fondatore di facebook. A fine serata i due, ubriachi come cosacchi del Volga, si sono insultati non via chat.
Pare che il pomo della discordia fosse Spotify (programma per ascoltare musica gratuitamente in streaming) di cui Parker è investitore nonché responsabile della sua recente integrazione in facebook. Se per Sean Parker, l’idea di obbligare gli utenti Spotify ad aprire un account facebook è “lo zenith del ragionamento mongoloide”, di questo avviso non è ovviamente Zuckerberg che per attirare nuovi utenti venderebbe la protesi dentaria di sua mamma.
Sta di fatto che di Nerd si parla e quindi nonostante le urla ingiuriose da milioni di dollari (Sean ha definito Mark “brutto” mentre Mark ha definito Sean “cattivo”) tutta la vicenda è finita senza pugni e nasi rotti. Il link della notizia originale: http://gawker.com/5849843/mark-zuckerberg-and-sean-parker-got-into-a-drunken-screaming-match
Disfashion Victim
Fall has finally started in Italy and, looking back at these photos shot in Rome two days ago, I already regret the hot weather I was always complaining about.
Converse Shoes
Nadine Leather Trousers
Brandy and Melville Anarchy Top
MSGM Jacket
Alexander McQueen Scarf
Miu Miu Glitter Sunglasses
Kenneth Jay Lane Bangle
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